“La scoperta della Grotta Azzurra” nasce dal breve soggiorno caprese di Kopisch nel 1826. Lo scrittore tedesco segnalò immediatamente la “scoperta” vergando una nota nel registro degli ospiti dell’albergo Pagano a Capri: “Agli amici delle bellezze meravigliose di natura fo conoscere che… scopersi la Grotta la quale una timorosa superstizione per molti secoli impedì di visitare. Fin ora essa è accessibile solo ai buoni nuotatori; se il mare è affatto calmo, è agevole entrarvi anche in un piccolo canotto, ma è pericoloso perché il minimo vento che s’eleva rende impossibile l’uscirne. Noi la chiamammo Grotta Azzurra perché la luce della profondità del mare rischiara d’azzurro il suo ampio spazio…”.
Libri | Edizioni Intra Moenia - Part 13
Fabio Romano
La carità carnale
(…) Napoli, nel Seicento, ma pure per qualche decennio successivo, brillò e abbagliò, sedusse viaggiatori, scrittori, poeti, artisti e viceré. Esibì donne e castrati, voci celestiali e crudeltà patibolari e generò finanche la Carità Carnale, la comunità pansessuale, il cenacolo orgiastico, il lupanare degli incesti, gli Illuminati dell’Eros, il Cammino verso la Redenzione attraverso l’effusione del seme (accompagnato dall’esclamazione “Gesù mio, Gesù mio”), il dionisiaco battesimo a una fede che non separava mai l’estasi dalla materia. Una leggenda partorita da menti guastate dai cilici o una verità inconfessabile e censurabile di esoterismo religioso? Entrambe e nessuna delle due. Accomodatevi dalla parte della platea che più vi aggrada e godetevi lo spettacolo senza pudori e pregiudizi contemporanei. (…)
Dalla presentazione di Pietro Treccagnoli
Vera Maone
Coppie
Una coppia stava camminando nella savana, nell’oriente dell’Africa, mentre iniziava la stagione delle piogge. Era l’epoca assai remota del Pliocene, nell’Era Terziaria, che è come dire prima del prima, e quella donna e quell’uomo, a dire il vero, assomigliavano ancora parecchio alle scimmie, sebbene camminassero eretti e non avessero la coda.
Il vulcano Sadiman stava gettando lapilli dal cratere, come sempre, e la distesa di cenere conservò quei passi, attraverso tutti i tempi perduti nel tempo.
Sotto i grigi letti di cenere vulcanica, le impronte rimasero intatte. E le impronte ci dicono, adesso, che la donna e l’uomo stavano camminando insieme, quando a un certo punto lei si fermò, tentennò, cambiò strada, fece alcuni passi per conto suo e poi tornò al cammino condiviso.
Le tracce umane più antiche hanno lasciato, quindi, il segno di un dubbio.
Qualche tempo è passato. Il dubbio resta.
Eduardo Galeano
Ferdinand Gregorovius
Il ghetto e gli ebrei di Roma (1853)
Le pagine iniziali del libro, come un avvincente romanzo, sono dedicate alla storia degli ebrei dall’epoca dell’imperatore Tito fino alla metà dell’Ottocento. Ma le annotazioni più significative sono tutte nella seconda parte del libro in cui descrive con sincera partecipazione umana il ghetto così come appariva agli occhi di Ferdinand Gregorovius.
Livio Pepino
Il Tribunale permanente dei popoli – Le grandi opere e la Valsusa
La sentenza emessa l’8 novembre 2015 dal Tribunale permanente dei popoli è una sentenza in qualche misura storica. In essa si attesta, tra l’altro, che, in Val Susa, «è stato omesso uno studio serio di impatto ambientale del progetto nel suo complesso, prima della sua autorizzazione; non si è garantita alle comunità coinvolte una informazione completa né veritiera in tempi sufficientemente precoci; si sono esclusi gli individui e le comunità locali da ogni procedura effettiva di partecipazione nella deliberazione e nel controllo della realizzazione delle opere, simulando anzi procedure di partecipazione fittizie e inefficaci; non si è dato corso ai procedimenti attivati nei tribunali per far valere i diritti di accesso alla informazione e alla partecipazione nei processi decisionali» e si aggiunge che «queste violazioni sono il prodotto di azioni deliberate e pianificate».
Antonio Emanuele Piedimonte
Alchimia e medicina a Napoli
Viaggio alle origini delle arti sanitarie tra antichi ospedali, spezierie, curiosità e grandi personaggi
Attilio Wanderlingh
I giorni di Neapolis
Le origini di Neapolis e i suoi mille anni di storia lungo la civiltà greca e romana si trasformano in queste pagine in uno scorrevole racconto. L’affascinante susseguirsi degli avvenimenti documenta come Neapolis sin dalla sua fondazione sia stata un faro di civiltà ateniese nel meridione d’Italia, fino a conservare lingua, usi e tradizioni greche anche lungo il tragitto della sua epoca romana.
Johann Wolfgang Goethe
Viaggio a Roma
Le pagine dedicate alla città che qui riproponiamo non sono solo un diario di viaggio, non testimoniano solo l’occhio del poeta a contatto con feste sacre, magie della città notturna, imponenza degli antichi edifici, aneddoti sulla vita dei salotti letterari dell’epoca. Tutto questo, ma anche una affascinante autobiografia del poeta che sente la città come fonte di ricchezza spirituale.
Bruno Leoni
Roma Sparita
La Capitale com’era e com’è. 120 anni dopo gli acquerelli di Ettore Roesler Franz
Antonio Leggiero
Delitto ai quartieri alti
Napoli 1975. È una tranquilla serata di fine ottobre. In un appartamento di via Caravaggio una famiglia si sta preparando per la cena. I piatti sono già disposti, la moglie è in cucina che sta terminando di mettere le cose in tavola; la figlia è in camera sua e sta scrivendo una lettera al suo fidanzato; il papà è nello studio. All’improvviso qualcuno suona alla porta. Il padre si alza e va ad aprire. Quelli saranno i loro ultimi momenti di vita. L’assassino compirà un massacro passato alla storia come la “Strage di via Caravaggio”: una strage destinata a restare senza un colpevole