Ferdinand Gregorovius

Il ghetto e gli ebrei di Roma (1853)

  • 9788874211722
  • 112 pp.
  • € 8,50

“Ammassato in un cupo e triste angolo dell’urbe, rimpetto al Trastevere, abita qui da più secoli, quasi reietto dal resto del genere umano, il popolo degli ebrei di Roma”: così inizia la descrizione di Ferdinand Gregorovius del ghetto romano. Le pagine iniziali del libro, come un avvincente romanzo, sono dedicate alla storia degli ebrei dall’epoca dell’imperatore Tito fino alla metà dell’Ottocento. Ma le annotazioni più significative sono tutte nella seconda parte del libro in cui descrive con sincera partecipazione umana il ghetto così come appariva ai suoi occhi: “…l’angustia, la sporcizia di quel labirinto di strade, di vicoli fiancheggiati tutti da case altissime. I poveri ebrei sono quasi come sovrapposti e ammucchiati in un colombario”.


Info libro

Collana:
ISBN: 9788874211722
Pagine: 112
Misure: 11x16,5
Prima edizione: 20-02-2016
Formati: brossura
Prezzo: € 8,50

Autore

Ferdinand Gregorovius (Neidenburg, 19 gennaio 1821 – Monaco di Baviera, 1º maggio 1891) è stato uno storico e medievista tedesco famoso per i suoi studi sulla Roma medievale.

È anche molto noto per i suoi Wanderjahre in Italien, (Pellegrinaggi in Italia) i resoconti dei suoi viaggi in Italia tra il 1856–1877, in cinque volumi in cui descrive località, curiosità e personaggi d’Italia.

Gregorovius può essere considerato uno degli allievi più importanti che abbiano studiato a Königsberg, sotto la guida di Wilhelm Drumann, uno storico dell’antichità. Per la storia di Roma i suoi contributi sono i più importanti per la ricerca storica che riguarda il Rinascimento e l’Umanesimo. È considerato uno dei più importanti autori tedeschi della storia del Rinascimento del XIX secolo accanto a Jacob Burckhardt, Georg Voigt, Ludwig von Pastor e Alfred von Reumont. Il suo lavoro principale, Die Geschichte der Stadt Rom im Mittelalter (La storia della città di Roma nel Medioevo), è un classico della letteratura sul Rinascimento. Oltre a questo lavoro molto noto ha scritto le biografie di Papa Alessandro VI e di Lucrezia Borgia. Non meno importanti, ma meno noti sono i suoi scritti sulla storia greca nel periodo bizantino e su Atene nel Medioevo.

Anche oggi è difficile collocare correttamente Gregorovius. Infatti è uno storico caratterizzato da un forte stile letterario ma non sembra appartenere ai tipici storici della scuola di Leopold von Ranke e di Mommsen. Ciò perché nei suoi lavori è preponderante l’invenzione letteraria, piuttosto che l’approfondimento del fatto storico caratterizzante la storiografia moderna. Infatti una delle critiche più sferzanti (e più dure venendo da uno dei massimi esperti e storici della classicità romana) è attribuita al grande storico Mommsen; durante una riunione in uno dei salotti dell’aristocrazia romana, e dopo aver ascoltato Gregorovius parlare della sua opera maggiore ormai da tempo completata, Mommsen gli diede lo sferzante consiglio di scrivere una Storia di Roma nel Medioevo. Inoltre non era collegato con la forte rete che gli storici tedeschi avevano stabilito tra loro. Era anche molto difficile avendo stabilito il suo domicilio a Roma. Anche se personalmente criticato, sul valore dei suoi lavori tuttavia non è stato sollevato nessun serio dubbio. Le frequenti traduzioni delle sue opere in altre lingue lo dimostrano chiaramente. La Bayerische Akademie der Wissenschaften (Accademia bavarese delle scienze storiche) lo contava tra i suoi componenti.

A Roma gli sono state intitolate una via ed una piazza. Anche Perugia, nel quartiere di Ferro di Cavallo, gli ha dedicato una via.


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