Come guarire da ogni malanno, come sconfiggere il malocchio, come trovare un buon marito, come scoprire il ladro che vi ha derubato, come far fortuna col lotto… Questi e tantissimi altri “rimedi”, sono il frutto di una lunga ricerca di Giggi Zanazzo tra le tradizioni popolari romane.
Libri | Edizioni Intra Moenia - Part 12
Fabio Romano
La carità di Giulia
Nel 1611, in una Napoli vicereale pettegola e bigotta, scoppia lo scandalo di Suor Giulia di Marco, una ex francescana di umili origini che fonda con padre Aniello Acero una congregazione che assumerà il nome di Carità Carnale…
Matilde Serao
Saper vivere, ovvero Galateo napoletano
Dal lontano 1901 e dalla abile penna di Matilde Serao, ecco un vademecum di buone maniere che significativamente l’autrice denominò “Saper vivere, norme di buona creanza”.
Gianni Mattera
Ischia, un paradiso visto dal cielo
Una visione nuova e inedita di Ischia: dall’alto del cielo, per poter ammirare, con un drone pilotato dal fotografo Gianni Mattera, la natura più vera e nascosta dell’isola.
Claudio Pennino
Villanelle
Un mondo poetico popolato da Re e Regine, orchi, fate e malefiche streghe, meravigliose figure fantastiche in una perenne lotta tra il bene e il male, il vero e il falso. Ma, e soprattutto, la magia dell’amore, passionale e spirituale, capace di trasformare i baci in fiori e le carezze in dolce e aromatico miele. Il profumo delle antiche Villanelle rivive in questa raccolta di poesie originali, ispirate e vivificate dallo stesso tenace spirito antico. La tradizione si rinnova in un costante divenire, riproponendo e reinventando un patrimonio tanto ricco quanto vivo e contemporaneo.
Anonimo
Cronaca del convento di Sant’Arcangelo a Bajano
Il testo, di fonte anonima, ha per argomento fatti realmente accaduti a Napoli nel 1577 nel convento di Sant’Arcangelo a Bajano nel quartiere Forcella. Lo scritto è una testimonianza, redatta con piccanti particolari, della vita nel convento dove giovani donne della nobiltà napoletana erano costrette a prendere i voti. Infatti all’epoca le famiglie aristocratiche, per salvaguardare i loro patrimoni, ricorrevano spesso alla monacazione forzata delle proprie figlie.
L’insofferenza delle giovani obbligate a rinunciare ai legami con il mondo, trasformò la vita dietro le mura del convento in un intreccio di intrighi, libertà sessuali e fatti di sangue sui quali si abbatté pesantemente la scure dell’Inquisizione. Il documento è arricchito da una breve introduzione di Stendhal redatta nel 1829.
Antonio Emanuele Piedimonte
Nella terra delle janare
Janare, streghe, inciarmatrici, fattucchiere, fate, incantatrici, ma anche arcaiche divinità e terribili demoni femminili: un viaggio contemporaneo sulle tracce misteriche del passato, tra quello che è sopravvissuto ai danni del tempo e degli uomini.
Concetta Celotto
Andar per feste
La cultura più antica della nostra regione rimane ancora marginalizzata. Negli ultimi decenni il potere istituzionale o ecclesiastico è intervenuto per normalizzare e depurare feste popolari altrimenti creative e bellissime: la storica Piedigrotta, le celebrazioni per ‘O Munacone alla Sanità, le irriverenti ma umanissime invocazioni delle “parenti” di San Gennaro. Ma le più antiche tradizioni non possono fare a meno di contenere un elemento in qualche modo “bacchico”: le nostre feste, anche quelle più autenticamente
religiose, travalicano il momento della fede cattolica e si uniscono a riti di remote divinità pagane, ad un mondo arcaico e magico lontanissimo nel tempo. Per fortuna da qualche tempo si tenta in molti luoghi di valorizzare le feste popolari, imparando a viverle proprio per la loro particolarità. Questo libro ne tenta una prima mappa, ma è soprattutto una sorta d’invito: conoscere e partecipare a queste tradizioni, esplorando da protagonisti e non da spettatori le più belle pagine culturali delle nostre città e dei più piccoli borghi.
Cooperativa La Paranza
Il rione Sanità
Un antico quartiere così denso di storia, di monumenti, d’arte e di religiosità meritava una guida. è un invito a scoprire ipogei greci, catacombe cristiane, chiese monumentali, palazzi nobiliari e misteriosi ossari. Questi itinerari curati dai giovani del rione fanno giustizia dei facili stereotipi, per consegnare finalmente il luogo alla sua valorizzazione culturale.
August Kopisch
The discovery of the Blue Grotto
“La scoperta della Grotta Azzurra” nasce dal breve soggiorno caprese di Kopisch nel 1826. Lo scrittore tedesco segnalò immediatamente la “scoperta” vergando una nota nel registro degli ospiti dell’albergo Pagano a Capri: “Agli amici delle bellezze meravigliose di natura fo conoscere che… scopersi la Grotta la quale una timorosa superstizione per molti secoli impedì di visitare. Fin ora essa è accessibile solo ai buoni nuotatori; se il mare è affatto calmo, è agevole entrarvi anche in un piccolo canotto, ma è pericoloso perché il minimo vento che s’eleva rende impossibile l’uscirne. Noi la chiamammo Grotta Azzurra perché la luce della profondità del mare rischiara d’azzurro il suo ampio spazio…”.