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Collana "varia"

Claudio Pennino

Villanelle

Un mondo poetico popolato da Re e Regine, orchi, fate e malefiche streghe, meravigliose figure fantastiche in una perenne lotta tra il bene e il male, il vero e il falso. Ma, e soprattutto, la magia dell’amore, passionale e spirituale, capace di trasformare i baci in fiori e le carezze in dolce e aromatico miele. Il profumo delle antiche Villanelle rivive in questa raccolta di poesie originali, ispirate e vivificate dallo stesso tenace spirito antico. La tradizione si rinnova in un costante divenire, riproponendo e reinventando un patrimonio tanto ricco quanto vivo e contemporaneo.

Anonimo

Cronaca del convento di Sant’Arcangelo a Bajano

Il testo, di fonte anonima, ha per argomento fatti realmente accaduti a Napoli nel 1577 nel convento di Sant’Arcangelo a Bajano nel quartiere Forcella. Lo scritto è una testimonianza, redatta con piccanti particolari, della vita nel convento dove giovani donne della nobiltà napoletana erano costrette a prendere i voti. Infatti all’epoca le famiglie aristocratiche, per salvaguardare i loro patrimoni, ricorrevano spesso alla monacazione forzata delle proprie figlie.

L’insofferenza delle giovani obbligate a rinunciare ai legami con il mondo, trasformò la vita dietro le mura del convento in un intreccio di intrighi, libertà sessuali e fatti di sangue sui quali si abbatté pesantemente la scure dell’Inquisizione. Il documento è arricchito da una breve introduzione di Stendhal redatta nel 1829.

Concetta Celotto

Andar per feste

La cultura più antica della nostra regione rimane ancora marginalizzata. Negli ultimi decenni il potere istituzionale o ecclesiastico è intervenuto per normalizzare e depurare feste popolari altrimenti creative e bellissime: la storica Piedigrotta, le celebrazioni per ‘O Munacone alla Sanità, le irriverenti ma umanissime invocazioni delle “parenti” di San Gennaro. Ma le più antiche tradizioni non possono fare a meno di contenere un elemento in qualche modo “bacchico”: le nostre feste, anche quelle più autenticamente
religiose, travalicano il momento della fede cattolica e si uniscono a riti di remote divinità pagane, ad un mondo arcaico e magico lontanissimo nel tempo. Per fortuna da qualche tempo si tenta in molti luoghi di valorizzare le feste popolari, imparando a viverle proprio per la loro particolarità. Questo libro ne tenta una prima mappa, ma è soprattutto una sorta d’invito: conoscere e partecipare a queste tradizioni, esplorando da protagonisti e non da spettatori le più belle pagine culturali delle nostre città e dei più piccoli borghi.

Cooperativa La Paranza

Il rione Sanità

Un antico quartiere così denso di storia, di monumenti, d’arte e di religiosità meritava una guida. è un invito a scoprire ipogei greci, catacombe cristiane, chiese monumentali, palazzi nobiliari e misteriosi ossari. Questi itinerari curati dai giovani del rione fanno giustizia dei facili stereotipi, per consegnare finalmente il luogo alla sua valorizzazione culturale.

August Kopisch

The discovery of the Blue Grotto

“La scoperta della Grotta Azzurra” nasce dal breve soggiorno caprese di Kopisch nel 1826. Lo scrittore tedesco segnalò immediatamente la “scoperta” vergando una nota nel registro degli ospiti dell’albergo Pagano a Capri: “Agli amici delle bellezze meravigliose di natura fo conoscere che… scopersi la Grotta la quale una timorosa superstizione per molti secoli impedì di visitare. Fin ora essa è accessibile solo ai buoni nuotatori; se il mare è affatto calmo, è agevole entrarvi anche in un piccolo canotto, ma è pericoloso perché il minimo vento che s’eleva rende impossibile l’uscirne. Noi la chiamammo Grotta Azzurra perché la luce della profondità del mare rischiara d’azzurro il suo ampio spazio…”.

August Kopisch

La scoperta della Grotta Azzurra

“La scoperta della Grotta Azzurra” nasce dal breve soggiorno caprese di Kopisch nel 1826. Lo scrittore tedesco segnalò immediatamente la “scoperta” vergando una nota nel registro degli ospiti dell’albergo Pagano a Capri: “Agli amici delle bellezze meravigliose di natura fo conoscere che… scopersi la Grotta la quale una timorosa superstizione per molti secoli impedì di visitare. Fin ora essa è accessibile solo ai buoni nuotatori; se il mare è affatto calmo, è agevole entrarvi anche in un piccolo canotto, ma è pericoloso perché il minimo vento che s’eleva rende impossibile l’uscirne. Noi la chiamammo Grotta Azzurra perché la luce della profondità del mare rischiara d’azzurro il suo ampio spazio…”.

Fabio Romano

La carità carnale

(…) Napoli, nel Seicento, ma pure per qualche decennio successivo, brillò e abbagliò, sedusse viaggiatori, scrittori, poeti, artisti e viceré. Esibì donne e castrati, voci celestiali e crudeltà patibolari e generò finanche la Carità Carnale, la comunità pansessuale, il cenacolo orgiastico, il lupanare degli incesti, gli Illuminati dell’Eros, il Cammino verso la Redenzione attraverso l’effusione del seme (accompagnato dall’esclamazione “Gesù mio, Gesù mio”), il dionisiaco battesimo a una fede che non separava mai l’estasi dalla materia. Una leggenda partorita da menti guastate dai cilici o una verità inconfessabile e censurabile di esoterismo religioso? Entrambe e nessuna delle due. Accomodatevi dalla parte della platea che più vi aggrada e godetevi lo spettacolo senza pudori e pregiudizi contemporanei. (…)
Dalla presentazione di Pietro Treccagnoli