Questo libro in maniera particolareggiata, ma al tempo stesso divulgativa, descrive la vita quotidiana in una “villa rustica” romana, i suoli più adatti ai diversi vitigni, i tempi per la vendemmia, il commercio del prezioso prodotto; ma anche il vino nella tradizione storica da Dionisio ai Bacchanalia.
Collana "Napoli"
Attilio Wanderlingh
Napoli nella storia
Una storia di Napoli dalle origini al Duemila che scorre veloce come un romanzo, forse perché le vicende della città si prestano alla narrazione di personaggi, eventi, eroismi e miserie intrecciate al mutare del panorama urbano e delle classi dirigenti. Il pregio di scorrevolezza dello scritto non rinuncia al rigore della ricerca storica e a spunti di analisi.
Abate Ferdinando Galiani
Spaventosissima descrizione dello spaventoso spavento che ci spaventò tutti coll’eruzione del Vesuvio la sera degli otto d’Agosto 1779, ma (per grazia di Dio) durò poco
Ironico e divertente pamphlet per raccontare l’eruzione del Vesuvio del 1779. L’autore è l’abate Ferdinando Galiani che prende a pretesto l’avvenimento per intrecciare aneddoti filosofici e deliziosi ritratti della vita cittadina dell’epoca.
Fabio Romano
La carità di Giulia
Nel 1611, in una Napoli vicereale pettegola e bigotta, scoppia lo scandalo di Suor Giulia di Marco, una ex francescana di umili origini che fonda con padre Aniello Acero una congregazione che assumerà il nome di Carità Carnale…
Matilde Serao
Saper vivere, ovvero Galateo napoletano
Dal lontano 1901 e dalla abile penna di Matilde Serao, ecco un vademecum di buone maniere che significativamente l’autrice denominò “Saper vivere, norme di buona creanza”.
Gianni Mattera
Ischia, un paradiso visto dal cielo
Una visione nuova e inedita di Ischia: dall’alto del cielo, per poter ammirare, con un drone pilotato dal fotografo Gianni Mattera, la natura più vera e nascosta dell’isola.
Claudio Pennino
Villanelle
Un mondo poetico popolato da Re e Regine, orchi, fate e malefiche streghe, meravigliose figure fantastiche in una perenne lotta tra il bene e il male, il vero e il falso. Ma, e soprattutto, la magia dell’amore, passionale e spirituale, capace di trasformare i baci in fiori e le carezze in dolce e aromatico miele. Il profumo delle antiche Villanelle rivive in questa raccolta di poesie originali, ispirate e vivificate dallo stesso tenace spirito antico. La tradizione si rinnova in un costante divenire, riproponendo e reinventando un patrimonio tanto ricco quanto vivo e contemporaneo.
Anonimo
Cronaca del convento di Sant’Arcangelo a Bajano
Il testo, di fonte anonima, ha per argomento fatti realmente accaduti a Napoli nel 1577 nel convento di Sant’Arcangelo a Bajano nel quartiere Forcella. Lo scritto è una testimonianza, redatta con piccanti particolari, della vita nel convento dove giovani donne della nobiltà napoletana erano costrette a prendere i voti. Infatti all’epoca le famiglie aristocratiche, per salvaguardare i loro patrimoni, ricorrevano spesso alla monacazione forzata delle proprie figlie.
L’insofferenza delle giovani obbligate a rinunciare ai legami con il mondo, trasformò la vita dietro le mura del convento in un intreccio di intrighi, libertà sessuali e fatti di sangue sui quali si abbatté pesantemente la scure dell’Inquisizione. Il documento è arricchito da una breve introduzione di Stendhal redatta nel 1829.
Antonio Emanuele Piedimonte
Nella terra delle janare
Janare, streghe, inciarmatrici, fattucchiere, fate, incantatrici, ma anche arcaiche divinità e terribili demoni femminili: un viaggio contemporaneo sulle tracce misteriche del passato, tra quello che è sopravvissuto ai danni del tempo e degli uomini.
Concetta Celotto
Andar per feste
La cultura più antica della nostra regione rimane ancora marginalizzata. Negli ultimi decenni il potere istituzionale o ecclesiastico è intervenuto per normalizzare e depurare feste popolari altrimenti creative e bellissime: la storica Piedigrotta, le celebrazioni per ‘O Munacone alla Sanità, le irriverenti ma umanissime invocazioni delle “parenti” di San Gennaro. Ma le più antiche tradizioni non possono fare a meno di contenere un elemento in qualche modo “bacchico”: le nostre feste, anche quelle più autenticamente
religiose, travalicano il momento della fede cattolica e si uniscono a riti di remote divinità pagane, ad un mondo arcaico e magico lontanissimo nel tempo. Per fortuna da qualche tempo si tenta in molti luoghi di valorizzare le feste popolari, imparando a viverle proprio per la loro particolarità. Questo libro ne tenta una prima mappa, ma è soprattutto una sorta d’invito: conoscere e partecipare a queste tradizioni, esplorando da protagonisti e non da spettatori le più belle pagine culturali delle nostre città e dei più piccoli borghi.